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Viaggio in Nepal: guida e consigli

  • “I veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perché. I loro desideri hanno le forme delle nuvole” Charles Baudelaire

Ricordo i pomeriggi passati in una minuscola bottega in Nepal. Il proprietario non parlava inglese, ma ogni giorno, alla stessa ora, mi porgeva una tazza fumante di chai.  Restavamo seduti su sgabelli di legno a guardare la pioggia o il viavai della strada, in un silenzio perfetto. Non ho corso per spuntare una lista di cose da vedere, ma ho scelto di fermarmi e assaporare ogni singolo momento. Ho condiviso così la quotidianità e i sorrisi con le persone del posto.

tra spirito e natura

il tetto del mondo

Ogni viaggio è una crescita interiore, un nuovo modo di vedere le cose. 

Percorrere la Sindhuli Highway in Nepal

Percorrere la Sindhuli Highway in Nepal è un’esperienza che mescola adrenalina, meraviglia e rispetto per la montagna. La via migliore per percorrerla è in auto o jeep, nelle ore di luce. Se non si guida bisogna affidarsi ad un autista, quindi in taxi. Vi dico subito che, appena entrata in Nepal, ho detto “ci vuole davvero esperienza per guidare qui!” Non che io non ne abbia, ma le strade in Nepal sono tra le più pericolose al mondo. L’autobus inoltre sulla Sindhuli Highway neppure riesce a passare, data la complessità delle curve, sarebbe meglio utilizzare invece piccoli bus. 

Una strada pazzesca, con centinaia di curve e strapiombo. Con lo stomaco sottosopra, mi fermo in un piccolo dhaba (ristorante di strada) per camionisti, e ripenso ai posti più belli che avevo appena visto, come il Monastero di Namo Buddha  o Sindhuli Gadhi, insieme a quelle curve ad S. 

Finisco poi in una insenatura naturale: tutt’intorno il paesaggio è dominato da verdi pascoli punteggiati da pecore al pascolo e mucche che riposano tranquille. All’ombra di un grande albero secolare noto dei bambini e dei ragazzi che siedono, e con gesti lenti si pettinano i capelli con vecchi pettini di legno. Intorno a me, il silenzio. 

Cosa vedere a pokhara: la città dei laghi ai piedi dell'Himalaya

Nel Nepal centrale c’è una magnifica cittadina chiamata Pokhara. Circondata da laghi e da sua maestà l’Himalaya, mi ha dato la giusta carica, grazie a sana meditazione e contatto con la natura.

L’autobus da Kathmandu ci impiega circa 10 ore per 200km. Accanto a me avevo una famiglia che ha vomitato quasi tutto il tempo in un sacchetto di plastica, mentre un copertone del bus è saltato. La sua riparazione è stata rapida, e dopo un po’ di soste per rinfrescarci, siamo arrivati a destinazione.

Pokhara è ricca di ristoranti e alloggi, ma si possono scegliere angoli tranquilli. Ecco cosa consiglio: 

– Noleggio di una barca per un giro dei laghi: bellissimo remare ai piedi dell’Himalaya e fermarsi nelle insenature per un picnic! 

– Trekking gratuiti nei dintorni: alba a Sarangkot e trekking a Kaskikot. Quest’ultima meno turistica, ci si può spostare in autobus, a piedi, in moto o con autista privato. Le distanze sulla mappa non sono credibili, perciò controllate bene prima di partire. In linea di massima per Kaskikot ci ho impiegato 50 minuti circa.

– Ho raggiunto il campo profughi a 30 minuti da Pokhara, per imparare qualcosa sul buddismo tibetano. Mi hanno accolto insegne vecchie e rotte, ma fidatevi, l’artigianato all’interno è fatto bene. L’ingresso è gratuito.

– Meditazione sul lago Phewa e cena su una cassa di legno ai piedi del lago a lume di candela. La bellezza è nella semplicità delle cose.

Insegnamenti

Cosa mi ha insegnato il mio lungo viaggio in Nepal? 

Le parole chiave dei miei sei mesi di viaggio: 

– La scuola “vecchio stile” e il valore dell’autorità educativa. Nelle scuole nepalesi esiste ancora disciplina, rispetto per il docente e forte valore per l’educazione. 

– La condivisione e la gratitudine che ho visto mostrano che il benessere non dipende solo dall’abbondanza economica.

– Fatica e gioia, la dualità del paesaggio selvaggio. Camminare e fare trekking tra le montagne dell’Himalaya insegna che fatica e gioia possono convivere. 

– L’impatto dell’uomo sulla natura. L’Himalaya rappresenta uno degli ambienti più straordinari del pianeta. La mia esperienza diretta mi ha aperto gli occhi sull’aumento del turismo di massa dove sempre più persone raggiungono luoghi remoti senza una reale preparazione alla montagna. Talvolta l’esperienza sembra ridursi alla ricerca del selfie da condividere, rischiando di far passare in secondo piano il significato del viaggio stesso. Io ho preferito concentrarmi su altro.

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Una guida di viaggio unica nel suo genere

La mia esperienza di vita sarà il supporto per il viaggio dei tuoi sogni in Nepal. Non dovrai piu' seguire i pacchetti delle comuni agenzie, sono io che mi adattero' alle tue esigenze.

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Tariffe flessibili

Ogni viaggio si adatterà al budget proposto.

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Dove mangiare e dove fare shopping?

Per quanto riguarda l'abbigliamento sicuramente da visitare è il mercato del falso di Kathmandu: c'è di tutto soprattutto se cercate abbigliamento da montagna. Per il cibo invece, consiglio le pasticcerie con i dolci a base di latte, che sono tutte di ottima qualità.

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Sicurezza

L'unico pericolo che ho sentito viaggiando in Nepal è stato sulle strade. Dicono che le strade nepalesi sono tra le più pericolose al mondo e vi assicuro che è vero. Tutte le compagnie aeree nepalesi inoltre sono in black list. Io consiglio di spostarsi con autobus o fuoristrada (per chi guida) con viaggi diurni, come ho fatto io. Per il resto, godetevi il panorama.

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Consigli di fotografia

- Pokhara, il lago Phewa al tramonto
- Fermarsi sulla Sindhuli Highway!
- Spiare le scimmiette allo stupa di Swayambhunath

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Come spostarsi in nepal

In Nepal gli spostamenti sono più complessi rispetto ad altri paesi asiatici, ma basta un pò di organizzazione.
Sono disponibili: biciclette, bus, taxi, aerei o a piedi. I bus sono frequenti, nelle città costano circa 30 rupie/0,20 centesimi di euro. Per quanto rigurda taxi o moto taxi consiglio Pathao, app molto affidabile.
In Nepal mi sono spostata soltanto via terra. Ricordo comunque che ci sono voli giornalieri interni ma che le compagnie aeree nepalesi sono tutte nella blacklist europea - lo dico perchè molti turisti e viaggiatori si imbarcano e non lo sanno. Si tratta certamente di un numero esiguo di incidenti aerei, però non raggiungono comunque gli standard minimi di sicurezza.

motociclette e foschia

cosa vedere a kathmandu

Solitamente non ho un debole per le capitali, dato che sono caotiche, ma Kathmandu mi è piaciuta per la sua apparente tranquillità. La notte invece il quartiere di Thamel si riempiva di festini senza fine. Nonostante sia molto trafficata, basta poco per ritrovarsi in qualche stradina dimenticata, con un venditore ambulante dove prendere un bicchiere di lassi. I luoghi visitati: Mercato Asan, Piazza Durbar, il Tempio delle Scimmie, il Tempio di Pashupatinath. 

La cosa che mi ha colpito particolarmente è il Mercato Asan, nel cuore della città vecchia. Troverete di tutto: spezie, artigianato, tessuti, fiori d’arancio e ogni tipo di cibo. 

Camminando tra le vie labirintiche, dal mercato ho raggiunto Durbar Square, un complesso ricco di cortili, templi e palazzi, tra cui il Palazzo della Dea Vivente Kumari. Per noi occidentali, credo sia la cosa piu’ caratteristica. 

Il Tempio delle Scimmie, detto anche Stupa di Swayambhunath, è un’esperienza buddista unica. Il tempio si raggiunge facilmente dal centro, è pienissimo di scimmie libere considerate sacre e ci sono 365 gradini per salire sulla collina (sono gradini bassi perciò semplici). La vista su Kathamandu dalla collina è unica. Non ho portato cibo con me per interagire con le scimmie: basta un graffio per trasmettere la rabbia. Per il resto ero serena, le scimmie sono abituate alla nostra presenza.

Il Tempio di Pashupatinath è un tempio induista: seduta sulle gratinate osservavo i fedeli sui ghat bagnarsi nel fiume sacro Bagmati, in attesa di una grazia dagli Dei. E così mi ricordo della gente a Varanasi: tutto è legato da un filo invisibile.

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